Attività
Dott. Giorgio Matteo Berto
Chirurgia della Mano – Microchirurgia – Specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Attività Chirurgica
Dott. Berto ha praticato negli anni:
- Circa 20.000 interventi come primo operatore a bassa complessità
- circa 3.500 interventi come primo operatore a media complessità
- oltre 700 interventi di microchirurgia ricostruttiva ad elevata complessità come primo operatore (reimpianti-lembi liberi)
Attività Didattica
Il Dottore svolge da anni un’intensa attività di insegnamento universitario e specialistico. È stato docente presso la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell’Università degli Studi di Milano e relatore in numerosi Master universitari dedicati alla riabilitazione della mano. Ha inoltre ricoperto il ruolo di docente nei corsi avanzati di Microchirurgia e di Anatomia e dissezione su cadavere organizzati dalla SICM, partecipando attivamente alla formazione di chirurghi e fisioterapisti nel campo della chirurgia e riabilitazione della mano.
Prestazioni chirurgiche e ambulatoriali
Patologie comuni nell’adulto
Sindrome del tunnel carpale
In cosa consiste:
È una sofferenza del nervo mediano causata dalla sua compressione all’interno del tunnel carpale del polso. Si manifesta con formicolio, intorpidimento, dolore alla mano e alle dita, spesso più intenso nelle ore notturne. Nei casi più avanzati può comparire perdita di forza e sensibilità.
Dito a scatto
In cosa consiste:
Conosciuto anche come tenosinovite stenosante dei tendini flessori, è una condizione infiammatoria che provoca lo scatto o il blocco del dito durante i movimenti di flessione ed estensione, spesso accompagnato da dolore.
Malattia di De Quervain
In cosa consiste:
È un’infiammazione dei tendini estensori e abduttori del pollice a livello del polso. Provoca dolore sul lato radiale del polso, accentuato dai movimenti del pollice e dalla presa di oggetti.
Cisti mucoide
In cosa consiste:
È una piccola cisti benigna che compare solitamente a livello dell’ultima falange delle dita, in prossimità dell’unghia. È spesso associata a fenomeni artrosici e può determinare alterazioni ungueali.
Cisti e igromi del polso
In cosa consiste:
Sono tumefazioni benigne di natura non tumorale, contenenti liquido sinoviale. Possono comparire sul dorso o sul palmo del polso e, sebbene spesso asintomatiche, talvolta causano dolore o limitazione funzionale.
Cisti della puleggia
In cosa consiste:
È una piccola neoformazione, generalmente inferiore al centimetro, localizzata lungo il decorso dei tendini flessori delle dita. Può risultare dolente alla pressione o durante i movimenti.
Cisti dei tendini estensori
In cosa consiste:
Neoformazioni rotondeggianti, generalmente di piccole dimensioni, che si sviluppano lungo i tendini estensori delle dita o della mano. Possono essere associate a sovraccarico funzionale o microtraumi ripetuti.
Rizoartrosi
In cosa consiste:
È una forma di artrosi degenerativa che colpisce l’articolazione alla base del pollice. Provoca dolore, riduzione della forza di presa e difficoltà nei movimenti fini, soprattutto nelle attività quotidiane.
Dito a martello
In cosa consiste:
È una lesione del tendine estensore a livello dell’ultima falange del dito, che determina l’impossibilità di estendere attivamente la punta del dito, spesso a seguito di un trauma.
Encondroma
In cosa consiste:
È il tumore osseo benigno più frequente della mano. Spesso asintomatico, viene talvolta diagnosticato incidentalmente; in alcuni casi può predisporre a fratture patologiche.
Morbo di Dupuytren
In cosa consiste:
È una patologia caratterizzata da un ispessimento progressivo del tessuto fibroso del palmo della mano, che porta alla flessione irreversibile di uno o più dita, con conseguente limitazione funzionale.
Tumore a cellule giganti della guaina dei tendini
In cosa consiste:
È una lesione benigna che origina dalle guaine tendinee. Si presenta come una massa solida, a crescita lenta, localizzata prevalentemente alle dita, talvolta associata a dolore o rigidità.
Riabilitazione e confezionamento di tutori
La riabilitazione della mano, sia in ambito post-traumatico, reumatologico, infiammatorio, degenerativo o malformativo, richiede un approccio globale e personalizzato.
Un principio fondamentale è che brevi sedute di fisioterapia, se seguite da molte ore di immobilità o movimenti scorretti, non consentono di ottenere risultati ottimali. Il ruolo del terapista è quindi anche educativo, guidando il paziente nell’esecuzione corretta degli esercizi da svolgere quotidianamente.
Da qui nasce un approccio didattico alla riabilitazione, in cui il paziente viene trattato regolarmente e istruito per proseguire il percorso anche al di fuori dell’ambiente ospedaliero.
Altro elemento chiave è la precocità del trattamento: quando la patologia lo consente, la fisiocinesiterapia può iniziare già dalla seconda giornata.
Fondamentale è inoltre il monitoraggio costante, attraverso controlli congiunti fisioterapista–chirurgo, che permettono di valutare i progressi, rispondere ai dubbi del paziente e adattare il protocollo riabilitativo.
Lo splinting e il confezionamento di ortesi su misura rappresentano un importante supporto alle tecniche riabilitative tradizionali. Le ortesi possono avere funzione preventiva, correttiva o funzionale, e in alcuni casi vengono utilizzate per simulare una condizione artrosica o valutare l’adesione del paziente a un eventuale percorso chirurgico e riabilitativo.
Principali quadri malformativi
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Dito a scatto congenito
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Sindattilia
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Simpolidattilia
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Simbrachidattilia
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Sindrome da costrizione
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Polidattilia
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Ipoplasia del pollice
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Mano torta radiale
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Mano torta ulnare
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Camptodattilia
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Clinodattilia
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Brachimetacarpia
Quadri sindromici
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Artrogriposi
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Sindrome di Poland
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Epidermolisi bollosa
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Sindrome VACTER
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Sindrome di Apert
Altre condizioni
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Paralisi ostetriche
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Paralisi cerebrali infantili

